Scrivo soprattutto per il teatro e insegno scrittura drammaturgica. Mi interessa il testo quando non è un oggetto chiuso, ma una struttura aperta: qualcosa che possa essere modificato, tradito, tagliato e rimesso in discussione da chi lo porterà in scena.
Il testo teatrale, da solo, non è ancora lo spettacolo. È una parte del lavoro, una specie di mappa. Il resto accade quando quelle parole incontrano dei corpi, una voce, una luce, uno spazio, un pubblico. Per questo non penso mai a una messa in scena definitiva dei miei testi. Preferisco farmi sorprendere da quello che succede dopo.
Scrivo di relazioni, famiglie, desideri, potere, corpi e identità che non stanno volentieri dentro una definizione. Mi interessano le mutazioni, le contraddizioni e tutto quello che resta fuori posto: il femminile poco rassicurante, le persone che cambiano forma, le storie che non si lasciano raccontare in un solo modo.
La contaminazione è spesso il terreno più fertile. Mi muovo tra parola, corpo, immagine, suono e nuovi dispositivi scenici, cercando per ogni storia una forma che non sia soltanto decorativa, ma necessaria.
Insegno perché scrivere non significa soltanto raccontare. Significa provocare gli accadimenti, far vivere una scena invece di descriverla, trovare una lingua capace di organizzare il caos senza cancellarlo. Nei corsi di drammaturgia lavoro con chi scrive sulle strutture, sui conflitti e sui personaggi, ma anche su tutto quello che a teatro può parlare senza essere una parola: un gesto, un colore, un'apparizione, un corpo, un silenzio.
Il teatro è già interattivo e già tecnologico. Ogni spettacolo chiede al pubblico di accettare un gioco e di stare alle sue regole. Le nuove tecnologie possono cambiare gli strumenti, moltiplicare i linguaggi e trasformare il modo in cui ci incontriamo, ma non cancellano la cosa più importante: la presenza.
Negli ultimi anni ho iniziato a sperimentare anche con i social, attraverso diversi progetti digitali legati alle mie passioni personali: l'arte, la musica e la cucina.
Sono territori più veloci, più esposti e spesso più imprevedibili. Mi interessa capire cosa succede quando una storia esce dal teatro, incontra uno schermo e cambia ritmo. Un post, un video, una ricetta, una canzone o un'immagine possono diventare materiali di lavoro, piccoli dispositivi narrativi, occasioni per osservare il mondo da un'altra angolazione.
Non so ancora dove porteranno queste sperimentazioni. Ed è proprio questo il punto.
Sono sempre aperta a conoscere nuove realtà artistiche, ascoltare nuovi progetti e trovare forme di collaborazione.
Il teatro futurista di Marinetti. Benedetta AI o cosa vuoi che faccia? — Factory Compagnia Transadriatica e BlaBlaBla; regia di Aldo Cassano. Debutto al Teatro Excelsior Carmelo Bene di Campi Salentina. 2026
Schiavo d’amore — Compagnia Animanera; regia di Aldo Cassano. 2025
La collezionista — Teatro dell’Elfo e A.M.A. Factory; regia di Marco Lorenzi. 2025
Gentleman Anne — regia di Elena Russo Arman; debutto al festival Lecite/Visioni. 2021
Il migliore dei mondi possibili — produzione Elsinor Teatro; regia di Michele Di Giacomo. 2021
Fine Famiglia — Compagnia Animanera. Rappresentazione al MTM Teatro Leonardo. 2021
Like — Compagnia Teatro in Mostra, Como. 2020
M8 — Compagnia Animanera. Progetto collettivo su Milano. 2019
Il Rito 2 — Compagnia Teatro Magro, Mantova. 2019
Rosa Conchiglia — Associazione Liberty, Bologna. 2018
Cosa beveva Janis Joplin? — Compagnia Le Brugole, Milano. 2018
Senza Famiglia — Compagnia Il Mulino di Amleto, Torino. Finalista al Premio Scenario. 2018
Il Divorzio — Compagnia Teatro in Mostra, Como. 2018
Le Api Regine — Compagnia Murmuris / Attodue, Firenze. 2018
Raffiche / Machine (Cunt) Fire — Compagnia Motus, Rimini. Riscrittura al femminile di Splendid’s di Jean Genet; presentata alla Biennale Teatro. 2016
Light Killer — Compagnia Charioteer, Scozia. Festival di Edimburgo e Piccolo Teatro Studio di Milano. 2016
Manuel & Miranda — Compagnia Asterlizze Teatro; Federico Manfredi, Alba Porto e Christian De Filippo, Torino. 2016
Il migliore dei mondi possibili — Compagnia Murmuris / Attodue, Firenze. 2016
Barbablù 2.0 – I panni sporchi si lavano in famiglia — Compagnia Teatro in Mostra, Como. 2016
Un altro Amleto — Compagnia Animanera, Milano. Finalista al Premio Hystrio. 2014
La moda e la morte — Compagnia Animanera, Milano. 2014
Gli Orazi e Curiazi — Compagnia Accademia degli Artefatti, Roma. 2014
One Day — Compagnia Accademia degli Artefatti, Roma. 2012
Piombo — Compagnia Animanera, Milano. 2012
Satyricon — Compagnia Verdastro Della Monica, Firenze. 2012
Senza Famiglia — Compagnia Animanera, Milano. 2011
Piccoli pezzi — Compagnia In Balia, Napoli. Liberamente ispirato a Le particelle elementari di Michel Houellebecq. 2011
Fine Famiglia — Compagnia Animanera, Milano. 2010
Lait — Teatro i, Milano. 2008
Manuel & Miranda — Teatro i, Milano. 2007
Camera Café (2015–2017; 2005–2009) — Magnolia; autrice e sceneggiatrice.
Papà Blog (2015–2017) — RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana; autrice e sceneggiatrice.
Affari di Famiglia (2008–2015) — RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana; autrice e sceneggiatrice.
Bye Bye Cinderella (2013–2014) — La5; autrice e sceneggiatrice.
L’Albero Azzurro (2003–2010) — Rai; autrice e sceneggiatrice.
Gentleman Anne e altre pièce femministe — VandA Edizioni, 2022. ISBN 978-88-6899-447-1
Italia-Svezia 2-2. Un progetto teatrale per l’Europa delle diversità. Vol. I: Le italiane — Titivillus, 2016. ISBN 978-88-7218-412-7
Lait — Libreria degli Scrittori, 2015. B00T85AINC
One Day. Finalmente vivere servirà a qualcosa — Titivillus, 2010. ISBN 978-88-7218-313-7.